Prescrizione IRPEF: cos'è e quando va in decadenza

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    Cos s'intende per prescrizione IRPEF?

    Per prescrizione si intende il termine massimo entro il quale l’amministrazione finanziaria può richiedere il pagamento. Tale termine di prescrizione inizia a decorrere dalla regolare notifica della cartella di pagamento al contribuente moroso, e può essere interrotto con la notifica di un atto successivo alla notifica della cartella di pagamento stessa. In altre parole quando si verifica la prescrizione l’importo richiesto dall’agenzia delle entrate e riscossione non è più dovuto. Il termine di prescrizione inizia a decorrere dall’anno successivo a quello in cui l’imposta è dovuta, quindi per l’Irpef del’anno 2020, la prescrizione inizia a decorrere dall’anno successivo ovvero dal 1 gennaio 2021.
    La tesi tradizionale prevede che il termine di prescrizione dell’irpef è di 10 anni. A tale tesi, negli ultimi anni, si è contrapposto un orientamento giurisprudenziale, seguito anche da molteplici sentenze di merito il quale prevede che il termine di prescrizione per tale imposta è di 5 anni.
    Tale orientamento nasce dall’applicazione dell' art. 2948 c.c. rubricato appunto “prescrizione di cinque anni”, infatti, tale articolo, al punto 4 detta testualmente: "gli interessi e, in generale, tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi”. Proprio in virtù di tale assunto la prescrizione è quinquennale e non decennale per tutte quelle imposte che devono pagarsi con cadenza annuale o anche meno, tra le quali rientra anche l’irpef.

    Termini di decadenza della cartella esattoriale

    In quanto tempo si prescrive l’IRPEF?

    Come accennato in precedenza abbiamo due tesi che individuano due diversi termini di prescrizione, la tesi tradizionale che individua il termine prescrizionale in 10 anni ed una tesi giurisprudenziale più recente che va consolidandosi sempre più con il passar del tempo che prevede la prescrizione quinquennale dei crediti Irpef. Sul punto una recentissima sentenza della Suprema Corte di Cassazione la n. 30362 del 23 dicembre 2018 ha affermato a chiare lettere che il termine di prescrizione dei crediti erariali quali Irpef, Iva, Irap, ecc. non può che essere quinquennale escludendo quindi definitivamente la prescrizione decennale per tali crediti.

    Ho sentito parlare di prescrizione breve. Cos'è? Esiste davvero?

    Per prescrizione breve si intende la prescrizione quinquennale. Oltre alla innanzi richiamata sentenza di Cassazione, l’ultima pronuncia a favore della prescrizione breve ( 5 anni) è stata quella della Commissione Tributaria Regionale Lazio n. 1416/2019 la quale ha stabilito che tutte le cartelle aventi ad oggetto intimazione di pagamento crediti Irpef, Iva si prescrivono in 5 anni anziché 10.
    Se dunque l’amministrazione finanziaria non provvede alla riscossione di tale importo entro tale termine prescrizionale il debito si estingue.

    Qual è la procedura da seguire in caso di decadenza di una cartella esattoriale?

    Anche la decadenza al pari della prescrizione si fonda su un mancato rispetto dei termini che iniziano a decorrere con l'iscrizione a ruolo della pretesa creditoria e cessano con la notifica della prima cartella di pagamento. L’ente titolare del credito, accertatosi che il contribuente risulta debitore, invia un avviso di pagamento al contribuente debitore il quale, se non adempie al pagamento dell’importo richiesto, l’ente creditore delega l’Agenzia delle Entrate e Riscossione al recupero coattivo di tale somma. Nel momento in cui l’Agenzia delle Entrate riceve tale incarico, provvede ad iscrivere a ruolo tale importo, ed entro un termine prestabilito, appunto decadenziale, notifica al contribuente debitore la cartella di pagamento. Qualora l’Agenzia non rispetti tale termine il credito diventa inesigibile. I termini di decadenza Irpef sono i seguenti: 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo, terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, in caso di liquidazione automatica, 
    quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, in caso di controllo formale.
    Qualora risulti che l’atto notificato sia incorso in decadenza, il contribuente può presentare ricorso in autotutela, da notificare sia all’agente di riscossione che all’ente creditore specificando i motivi di tale ricorso. Oppure può presentare ricorso giudiziale innanzi alla competente commissione tributaria provinciale con l’assistenza di un avvocato.

    A chi devo rivolgermi se la mia cartella esattoriale è decaduta?

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    Autore articolo Prescrizione IRPEF: cos'è e quando va in decadenza: Sgambato Associati
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