Licenziamenti ante legge Fornero.

  • Licenziamenti ante legge Fornero.
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    Il licenziamento è un negozio giuridico recettizio e per tale deve essere fatto con lettera per iscritto affinchè il lavoratore venga a conoscenza direttamente del licenziamento stesso. Nella procedura ante Fornero, legge 604 del 1966, legge 108 del 1990 e art. 18 statuto del lavoratori, la lettera di licenziamento poteva anche non contenere i motivi per i quali si licenziava ( es. con la presente lettera ti licenzio ), successivamente il lavoratore chiedeva le motivazioni e il datore di lavoro doveva fornirgliele. Fondamentale era sapere che la contestazione del licenziamento da parte del lavoratore doveva essere formulata immediatamente per iscritto, e doveva essere specifica, ovvero dovevano essere indicati i motivi per i quali si veniva licenziati. Il lavoratore, ricevuti i motivi del licenziamento poteva impugnarli entro 60 giorni a pena di decadenza. Successivamente alla contestazione può intervenire un tentativo di conciliazione presso la Direzione Territoriale del Lavoro locale.

    I vizi del licenziamento possono essere di tre tipi: nullità, illegittimità, inefficacia.

    Il licenziamento è nullo quando è discriminatorio (religione,colore della pelle,sesso), per motivi illeciti (donna in gravidanza o durante la malattia), orale. E' illegittimo quando si accerta che è senza giusta causa o giustificato motivo ovvero contrario alla legge. E' inefficace quando c'è il mancato rispetto della forma o della procedura (mancata indicazione dei motivi). Prima della legge Fornero dobbiamo distinguere tra aziende con tutela reale e aziende con tutela obbligatoria. La tutela reale si applica alle aziende che in ciascuna sede/unità produttiva hanno più di 15 dipendenti oppure hanno più di 15 dipendenti nello stesso comune qualora non hanno 15 dipendenti nella stessa unità produttiva, o 60 dipendenti in tutta la nazione. La tutela obbligatoria si applica alle aziende che hanno meno di 15 dipendenti nella singola unità produttiva o meno di 15 dipendenti nello stesso comune o meno di 60 dipendenti in tutta la nazione (nelle aziende agricole questo numero si riduce a 5). Le conseguenze del licenziamento nella legge ante Fornero (art. 18 legge 300/70, legge 604/66, legge 108/90) prevede che lo stesso qualora sia dichiarato illegittimo ovvero non ci sia giusta causa o giustificato motivo il giudice disponeva la reintegra nel posto di lavoro più il risarcimento del danno (quindi reintegra più pagamento delle mensilità e dei contributi dal giorno dell'ingiusto licenziamento al giorno della pronuncia del giudice). Il lavoratore poi, al posto della reintegra poteva optare per il pagamento di 15 mensilità. Nelle aziende a tutela reale, lo stesso regime che si applica per il licenziamento illegittimo lo si applica anche per licenziamento dichiarato nullo (sempre reintegra più pagamento mensilità e contributi).

    Nelle aziende a tutela obbligatoria (con meno di 15 dipendenti) se il licenziamento è dichiarato illegittimo abbiamo la riassunzione e non la reintegra (reintegra è come se il lavoratore non fosse mai stato licenziato, riassunzione il rapporto di lavoro è interrotto è il lavoratore viene riassunto quindi senza il pagamento di tutte le mensilità e di tutti i contributi), il lavoratore al posto della riassunzione poteva scegliere il pagamento da 2 a 6 mensilità.Lo stesso discorso del licenziamento illegittimo vale per il licenziamento inammissibile. Per quello nullo invece, anche nelle aziende piccole con meno di 15 dipendenti ove vige la tutela obbligatoria abbiamo, come in quelle con la tutela reale, la riassunzione più pagamento delle mensilità e dei contributi dal giorno del licenziamento nullo a quello della pronuncia del giudice di reintegra.

    Autore articolo Licenziamenti ante legge Fornero.: Sgambato Associati
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