Tutto sull'avviso di accertamento spiegato dai nostri avvocati

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    Avviso di accertamento: di cosa si tratta, cosa fare, quali sono i termini per intervenire e come può aiutarvi il nostro studio.

    Cos'è un avviso di accertamento?

    L’avviso di accertamento è un atto formale emanato dall’amministrazione finanziaria mediante il quale viene comunicato al contribuente la propria posizione debitoria verso il fisco. L’avviso dunque non è altro che un documento notificato al contribuente o a mezzo raccomandata o mediante pec nel quale si evince la somma dallo stesso dovuta a titolo di imposta. Tale avviso, oltre a contenere l’importo di cui si è debitori, contiene anche i motivi in fatto e in diritto per i quali è dovuto tale importo, ed i termini sia per adempiere, sia per fare opposizione qualora si ritenga di non dover pagare. 

    La Legge n. 111 del 15 luglio 2011 ha stabilo che a partire dal 1° ottobre 2011 gli avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle Entrate sono esecutivi. Essi diventano esecutivi una volta che sono trascorsi i termini utili per la proposizione del ricorso, ovvero una volta che sono trascorsi 60 giorni dalla notifica dell’avviso senza che si è provveduto ad effettuare opposizione mediante ricorso giurisdizionale. Nel corpo dell’avviso deve essere riporta espressamente la dicitura che, trascorsi 30 giorni dal termine utile per il pagamento, la riscossione delle somme richieste sarà affidata agli agenti della riscossione.

    Avviso di Accertamento Cosa Fare

    Cosa fare se si riceve un avviso di accertamento come prima cosa?

    Una volta che riceviamo l’avviso nella famosa busta verde le alternative sono sostanzialmente due. La prima è pagare entro il termine di 60 giorni, in tal modo si evita di corrispondere oltre all’importo dell’avviso anche ulteriori sanzioni ed interessi; diversamente qualora si ritenga di non dover adempiere al pagamento di tale importo, il contribuente ha sempre 60 giorni (a partire dalla data della notifica) per ricorrere in sede giudiziaria oppure per richiedere l’annullamento del provvedimento in autotutela. Ulteriori strade che il contribuente può prendere in considerazione in caso di notifica di un avviso di addebito sono: l’acquiescenza, l’accertamento con adesione, la rateizzazione del pagamento dell'imposta.

     

    Avviso di Accertamento: i termini 

    Quali sono i termini per intervenire in caso di avviso di accertamento?

    I termini sono di 60 giorni che iniziano a decorrere dalla data della notifica dell’atto, tanto se quest’ultima sia avvenuta a mezzo raccomandata tanto se sia avvenuta a mezzo pec. La notifica a mezzo pec consiste nell’invio dell’atto tributario tramite la posta elettronica certificata e si conclude nella data ed ora in cui il messaggio è consegnato nella casella di posta del destinatario.

    Il termine di 60 giorni per impugnare un atto tributario è perentorio, cioè tassativo, ovvero trascorso il quale non sarà più possibile impugnarlo.

    Il ricorso tributario tardivo è inammissibile, di conseguenza l’atto tributario è immodificabile.

    Cosa s'intende per annullamento in via di autotutela nei casi di avviso di accertamento?

    Il nostro ordinamento prevede l’annullamento di un avviso in autotutela tutte quelle volte in cui l’avviso contiene palesi vizi di forma o di sostanza che ne pregiudicano la validità. Tra le varie ipotesi in cui possiamo prendere in considerazione il ricorso in autotutela abbiamo l’ipotesi dell’avviso notificato ad un soggetto sbagliato, oppure per l’avviso carente della motivazione. In tali ipotesi l’avviso di accertamento è sicuramente nullo o annullabile per i vizi in esso contenuti. Dunque in tali casi è possibile presentare un’istanza all’amministrazione finanziaria e chiederne l’annullamento in autotutela 

    Cosa sono invece l'acquiescienza e il ricorso giurisdizionale?

    L’acquiescenza è quell’istituto che prevede l’ipotesi in cui il contribuente rinunciando all’impugnazione del ricorso ottime in cambio una riduzione dell’importo da corrispondere. Tale riduzione va da un minimo di 1/6 ad un massimo di 1/3 dell’importo dell’avviso. Tale versamento deve essere effettuato entro un massimo di 60 giorni dalla notifica dell’avviso. 

    Con il ricorso giurisdizionale invece il contribuente ricorre al giudice qualora ritenga che l’avviso sia nullo o annullabile perché contenga vizi di natura formale o sostanziale. In tal caso in contribuente, assistito da un avvocato tributarista, presenterà ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale entro il termine di 60 giorni dalla notifica dell’avviso, sollevando tutti i vizi formali e sostanziali che hanno colpito l’avviso di accertamento.    

     È possibile rateizzare un avviso di accertamento? Se sì in quali casi?

    E’ certamente possibile richiedere la rateizzazione dell’importo indicato nell’avviso di accertamento. Le soluzioni sono: in 8 soluzioni trimestrali di uguale importo per somme fino a 50.000 euro, mentre per le somme superiori ai 50.000 euro è possibile una rateizzazione sempre trimestrale ma in 18 soluzioni.  

     

    Come può aiutarmi il vostro studio in caso di avviso di accertamento?

    Tra le materie maggiormente trattate dallo studio legale Sgambatoassociati figura il diritto tributario, presso le nostre sedi sono presenti esperti avvocati specializzati in diritto e contenzioso tributario che quotidianamente affondano problematiche di spessore che i nostri numerosissimi clienti ci prospettano. Il diritto tributario è una materia molto complessa e piena di insidie che ci porta molte volte ad operare su una linea molto sottile e solo chi è altamente specializzato e con un bagaglio di esperienza tale può garantire al cliente/contribuente debitore la vittoria in giudizio contro il fisco.

    Ogni minimo cavillo, se tenuto in considerazione, può essere fondamentale per far si che il contribuente veda annullata la propria posizione di debito nei confronti dell’amministrazione finanziaria. 

    Autore articolo Tutto sull'avviso di accertamento spiegato dai nostri avvocati: Sgambato Associati
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