Prescrizione e decadenza accertamento IMU: come fare e a chi rivolgersi

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    In questo articoli i nostri avvocati fanno luce su sulla decadenza e sulla prescrizione per gli accertamento dell'ICI.

     

    Prescrizione e Decadenza

    Che differenza c'è tra prescrizione e decadenza per i tributi?

     Alla base della definizione e quindi della natura della prescrizione e della decadenza abbiamo il naturale decorso del tempo, che assume, a seconda dei casi, diverso rilievo per l’ordinamento giuridico e può influire sull’acquisizione o sull’estinzione di un diritto. 

    La prescrizione è quell’istituto mediante il quale un determinato diritto si estingue se il titolare dello stesso non lo esercita entro un determinato periodo di tempo stabilito di volta in volta dalla legge. E’ chiaro, dunque, che per avversi la prescrizione di un diritto oltre al decorrere del tempo è fondamentale che si abbia anche l’inerzia del titolare del diritto stesso, infatti, un diritto non esercitato, non preteso dal titolare per un determino periodo di tempo causa l’estinzione dello stesso appunto per prescrizione. 

    La decadenza invece, consiste in un onere gravante in capo al titolare di un diritto di attivarsi entro un determinato periodo di tempo, a pena di decadenza, al fine di acquisire il poter di esercitare poi il diritto stesso, infatti, con la decadenza il diritto non ancora è stato acquisito e per poterlo acquisire occorre un comportamento attivo-propositivo da parte di chi ne ha la facoltà di esercitarlo. L’amministrazione finanziaria, in persona dell’Agenzia delle Entrate e Riscossine entro un tempo ragionevolmente breve deve procedere all’accertamento, alla liquidazione dell'imposta o all’iscrizione a ruolo della stessa. Tali termini vario nettamente a secondo che si tratta del potere di accertamento, della liquidazione delle imposte o dell’iscrizione a ruolo della stessa imposta.

    Alla luce di quanto detto, cronologicamente, abbiamo prima la decadenza e poi la prescrizione. Una volta che l’amministrazione Finanziaria o l’ente impositore si sia attivato nel rispetto dei termini decadenziali per il potere di accertamento, di liquidazione e di iscrizione a ruolo, iniziano a decorrere i termini di prescrizione. Da ciò risulta palese che i termini di decadenza una volta rispettati non posso più essere riprodotti e quindi non possono più essere tirati in ballo perché appunto sono stati rispettati, diversamente invece accade per i termini di prescrizione i quali, una volta che si sono interrotti, se non si procede con un atto successivo, questi iniziano a decorrere nuovamente dal capo. 

    Risulta di fondamentale importanza chiarire che per far rilevare la decadenza o la prescrizione e fondamentale rivolgersi ad un legale ed adire l’autorità giudiziaria in quanto non sono rilevabili d’ufficio dal giudice ma solo su impulso di parte.

    Termine Accertamento d'ufficio

    Quali sono i termini di notifica di un accertamento IMU?

     La legge 296 del 27 dicembre 2006 (legge finanziaria 2007) all’art. 1 comma 161 stabile quanto segue : “…Gli avvisi di accertamento in rettifica e d'ufficio devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati…” Se dunque l’ente locale notifica un atto di accertamento oltre tale periodo questo è irrimediabilmente viziato. Tale vizio può essere rilevato dalla parte che ne ha interesse adendo la competente commissione tributaria provinciale e chiederne l’annullamento.

     

     

    Come funziona la decadenza di un accertamento IMU?

    Sul punto la questione risulta molto sottile e delicata e pertanto cerchiamo di fare chiarezza. 

    L’art. 1 commi 163 e 171 della legge 296 del 2006 prevede, in caso di riscossione coatta di tributi locali, il termine decandenziale del 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo. Su punto abbiamo una pronuncia della Commissione Tributaria Regionale del Lazio e precisamente la numero 4994 del 2019 la quale chiarisce e conferma che il termine decadenziale per la notifica di un atto quale la cartella di pagamento (appunto riscossione coattiva) è il 31 dicembre del terzo anno successivo alla data di notifica dell’avviso di accertamento. 

    L’art. 72 del D.Lgs. 507 del 1993 stabilisce che il termine di decadenza è annuale solo quando quando il Comune, o altra Amministrazione, decide di avvalersi del sistema di riscossione tramite ruolo. In tal caso si prevede che la formazione e la notifica del ruolo devono aver luogo entro l’anno successivo a quello per il quale è dovuto il tributo. Tale questione è stata recentemente chiarita anche Suprema Corte di Cassazione la numero 1503 del 2016 la quale ha appunto ribadito tale principio, richiamando le norme in commento e chiarendo la divergenza tra decadenza triennale ed annuale. 

    ici anno 2010 - è in decadenza se…il relativo avviso di accertamento è stato notificato al contribuente oltre il 31.12.2015 o se -l’avviso di accertamento- notificato entro tale termine non si rispetta poi la data del 31.12.2013 (31.12 del terzo anno successivo) per la notifica della cartella di pagamento (atto coattivo). Qualora invece l’ente comunale decide di formare il ruolo, questo deve formarsi entro l’anno successivo (ovvero entro il 31.12.2011) diversamente si incorre in decadenza.

    ici 2012- è in decadenza se....il relativo avviso di accertamento è stato notificato al contribuente oltre il 31.12.2017 o se -l’avviso di accertamento- notificato entro tale termine non si rispetta poi la data del 31.12.2015 (31.12 del terzo anno successivo) per la notifica della cartella di pagamento (atto coattivo). Qualora invece l’ente comunale decide di formare il ruolo, questo deve formarsi entro l’anno successivo (ovvero entro il 31.12.2013) diversamente si incorre in decadenza. 

    La decadenza consiste nella preclusione dell’esercizio di un diritto da parte del titolare per essere rimasto passivo al trascorre del tempo senza aver messo in pratica determinati comportamenti previsti dalle legge (decadenza legale) o dalle parti (decadenza convenzionale).

    In tal caso il titolare del diritto decaduto perde il poter di portarlo esercitare e tale diritto sarà irrimediabilmente compromesso. La decadenza, infatti, a differenza della prescrizione, una volta che è maturata non può essere più sanata. Diversamente qualora siano stati rispettati i termini impeditivi della decadenza, inizia a decorrere la prescrizione la quale può sempre essere interrotta, per poi ripartire mediante un atto interruttivo.

      

     

     

    Cosa s'intende invece accertamento in rettifica?

     Trascorsi 60 giorni dalla ricezione dell’avviso di accertamento senza che il contribuente ha provveduto a fare opposizione, questo diventa definito e si forma il ruolo il quale viene trasmesso all’agenzia delle entrate e riscossione. L’accertamento può essere 1) d’ufficio quando riguarda un periodo d’imposta il relazione al quale il contribuente ha omesso la dichiarazione annuale; 2) in rettifica quando l’agenzia delle entrate e riscossione corregge la dichiarazione presentata dal contribuente. 

    Cosa devo fare se la mia cartella IMU è prescritta o decaduta?

     Innanzitutto prima di giungere a determinate conclusioni bisogna sottoporre la cartella esattoriale al vaglio di un professionista il quale, con certezza potrà dire se la stessa sia decaduta o prescritta. Orbene, una volta giunti a tali conclusioni, solo rivolgendosi ad uno studio legale esperto in contenzioso tributario si potrà far vale la prescrizione e la decadenza e quindi vedersi annullare la propria posizione debitoria con il fisco. Infatti, sia la decadenza che la prescrizione possono essere rilevate solo su impulso di parte; addirittura, anche in caso di giudizio neanche d’ufficio dal giudice.

    È possibile fare ricorso in caso di accertamento IMU? Se sì in quali casi?

     In virtù di quando appena detto è innanzitutto possibile ricorrere avverso un avviso di accertamento quando la pubblica amministrazione non ha rispettato i termini di decadenza o di prescrizione. In tal caso quindi, l’atto emanato e/o notificato fuori termine è illegittimo e quindi tale vizio deve essere eccepito -stragiudizialmente o giudizialmente- dalla parte altrimenti non diverrà mai carente di potere. 

    L’avviso di accertamento deve contenere a pena di nullità la motivazione su cui si fonda la pretesa contenuta nell’avviso stesso. La motivazione deve contenere innanzitutto il motivo per cui si è arrivato a chiedere al contribuente quel importo, poi tale motivo deve essere inquadrato e supportato da un punto di vista normativo, quindi, deve essere indicata la norma di riferimento che prevede tale importo. Infine, bisogna indicare in base a quali calcoli si arriva a tutto ciò. Qualsiasi atto tributario sia esso avviso di accertamento, cartella di pagamento, avviso di addebito, o qualsiasi altro atto esattoriale deve obbligatoriamente contenere una esaustiva motivazione al fine di permettere al contribuente di comprendere la natura e l’ammontare della pretesa tributaria e soprattutto di mettere il contribuente nelle condizioni di contestare l’an ed il quantum debeatur. L’art. 42 del D.P.R. n. 600 del 29 settembre 1973 oltre all’obbligo di motivazione prevede che l’avviso di accertamento deve contenere a pena di nullità la sottoscrizione "...del capo dell’ufficio o di altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato…”

    La legge 11 febbraio 2005 n. 15 ha introdotto nel testo della legge n. 241 del 7 agosto 1990 l’art. 21 septies il quale prevede al comma 1 che : "È nullo il provvedimento amministrativo che manca degli elementi essenziali, che è viziato da difetto assoluto di attribuzione, che è stato adottato in violazione o elusione del giudicato, nonché negli altri casi espressamente previsti dalla legge…” . Per difetto di attribuzione si intende la carenza di potere in astratto, ovvero quando la pubblica amministrazione assume di esercitare un potere che in realtà nessuna norma le attribuisce. Per violazione o elusione del giudicato si intende quando la pubblica amministrazione emana un atto contenente i medesimi vizi già censurati da una pronuncia giurisprudenziale o in contrasto con la stessa.

    Accanto a queste norme abbiamo anche l’art. 21 octies il quale stabilisce che: "è annullabile il provvedimento amministrativo adottato in violazione di legge o viziato da eccesso di potere o da incompetenza”.

    Ad escludendum quando un atto di accertamento non rispetti le presenti statuizioni è sicuramente possibile fare ricorso. Il termine è di 60 giorni a partire dalla data di avvenuta notifica. 

    Come può aiutarmi un legale?

     Soltanto rivolgendosi al nostro studio legale, altamente specializzato in diritto e contenzioso tributario si ha la possibilità di vedere annullata la propria posizione debitoria nei confronti del fisco. Dopo una attenta analisi della documentazione in possesso del cliente con precisione e puntualità esponiamo allo stesso se ci sono o meno i presupposti per intentare un giudizio volto ad annullare il debito. In caso positivo esponiamo i motivi che a nostro parere sono degni di essere richiamati e posti alla base del ricorso vincente. Infatti dopo numerosissimi anni di esperienza pratica in campo tributaristico, e ad una infinità di ricorsi in attivo presso le competenti autorità giudiziarie di tutta Italia, possiamo sicuramente sostenere che in tale ambito rappresentiamo un modello di punta in tale settore. 

      

    Autore articolo Prescrizione e decadenza accertamento IMU: come fare e a chi rivolgersi: Sgambato Associati
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