Interessi Moratori, Usurari ed Anatocismo Bancario

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    Gli interessi moratori o di mora rappresentano il costo per il mancato rispetto dei termini temporali di pagamento di un credito da parte del debitore moroso.

    Si tratta quindi uno strumento con il quale il creditore di un determinato rapporto commerciale può essere ripagato del danno subito per il parziale inadempimento contrattuale del debitore moroso.

    Il calcolo degli interessi moratori è effettuato ad un tasso superiore a quello legale: l’obiettivo è quello di amplificare la funzione propria degli interessi di mora, ovvero scoraggiare l’inadempimento contrattuale del debitore.

    Dopo aver compreso cosa sono gli interessi moratori, vediamo di seguito come si calcolano e un esempio della procedura da seguire per calcolare gli interessi di mora del debitore secondo quando previsto dal Codice Civile.

    Per il calcolo degli interessi moratori o di mora occorre innanzitutto conoscere il tasso di interesse da applicare.

    Con riferimento ai rapporti commerciali di cui al decreto legislativo numero 231/2002 così come modificato dal decreto legislativo numero 192/2012 il tasso di interesse da applicare per il calcolo degli interessi di mora è pari al tasso di riferimento BCE maggiorato di 8 punti percentuali.

    Il saggio di interesse di mora per il 2° semestre 2017, inclusa la maggiorazione prevista, e’ pari allo all’ 8,00%.

    Dopo le dovute premesse, vediamo adesso in pratica come si calcolano gli interessi di mora utilizzando una semplice formula.

    Ecco la procedura da utilizzare per calcolare gli interessi moratori:

    Interessi moratori = (D * S * N)/365

    dove:

    D è l’importo dovuto

    S è il tasso di mora

    N è il numero di giorni dalla maturazione degli interessi

    Il denominatore si assume pari a 365 anche per gli anni bisestili: questo perché diversamente si creerebbe una disparità di trattamento in relazione al periodo di calcolo degli interessi moratori.

    Tale impostazione è stata esplicitata dalla risoluzione numero 296/E/2008 dell’Agenzia delle Entrate in materia di ravvedimento operoso.

    Cos’è il tasso di usura e come si calcola

    Il tasso di usura è il tasso limite oltre il quale il prestito si definisce usuraio.

    La Banca d’Italia stabilisce trimestralmente ai sensi dell’art. 2 della Legge n° 108 del 7 marzo 1996, come modificato dal D.L. 70/2011, i tassi massimi d’interesse per un prestito o per un finanziamento superati i quali subentra il reato di usura, che non può essere superiore al 25% del tasso effettivo globale medio registrato nel trimestre precedente a cui si aggiunge un margine di ulteriori 4 punti percentuali. La differenza tra il limite e il tasso medio non può superare gli 8 punti percentuali. 

    Tassi di interesse medi rilevati nel periodo 1 ottobre – 31 dicembre 2017. Applicazione dal 1 aprile al 30 giugno 2018:

     Tasso Fisso 2,77% 7,4625%

     Tasso Variabile 2,41% 7,0125%


     Prestito Finalizzato 9,36% 15,70%


     Tasso Fisso 3,82% 8,7750%

     Tasso Variabile 3,17% 7,9625%

    Fonte: Ministero del Tesoro

    Cos'è l'anatocismo?

    Il termine anatocismo deriva dal greco anà (di nuovo) e tokòs (interesse) e sta ad indicare l'azione con cui si sommano gli interessi al capitale sul quale sono stati calcolati (capitalizzazione degli interessi), in modo che detti interessi producano a loro volta altri interessi supplementari.

    In altre parole si tratta del cosiddetto calcolo degli interessi sugli interessi.

    Da un punto di vista strettamente giuridico, in un'obbligazione pecuniaria l'utilizzo dell'anatocismo comporta, per il debitore, il pagamento non solo del capitale e degli interessi concordati, ma anche degli ulteriori interessi calcolati sugli interessi già computati e già scaduti, comportando conseguentemente una crescita esponenziale del debito, soprattutto in presenza di tassi di interesse elevati. 

    Esempio  e Tabelle

    Per comprendere meglio il concetto facciamo un semplicissimo esempio:

    Supponiamo di richiedere ad una società finanziaria o ad un istituto di credito un prestito di 10.000 € da restituire in 1

    anno al tasso fisso del 10% e che tale prestito venga erogato a partire dal 01/01/2007.

    Senza applicare l'anatocismo il calcolo alla fine dell'anno sarebbe il seguente:


    Gen Dic € 10.000,00 10,00% 12 € 1.000,00
    Da: A: Capitale: Tasso: Mesi: Interessi:

    Totale Interessi: 1.000 €

    Supponiamo ora che tale istituto di credito decida di applicare l'anatocismo semestrale e che gli interessi semestrali (in

    questo caso pari a 500 euro), vengano calcolati dopo i primi 6 mesi:

    Da: A: Capitale: Tasso: Mesi: Interessi:

    Gen Giu € 10.000,00 10,00% 6 € 500,00

    Lug Dic € 10.500,00 10,00% 6 € 525,00

    Totale Interessi: 1.025 €

    Con un aggravio di spesa di 25,00 €

    Nella seconda riga dell'esempio, al capitale di 10.000 € sono stati aggiunti gli interessi maturati nei primi 6 mesi (500,00 €) per un totale di 10.500 €; di conseguenza il calcolo degli interessi nel secondo semestre dà un valore più alto (525,00 anziché 500,00) perché è cresciuto il capitale su cui calcolare gli interessi dei restanti 6 mesi.

    Inutile dire che l'aggravio di spesa sale ancora se si applica la capitalizzazione trimestrale (38 € circa): a questo proposito è possibile fare delle prove con l'apposita calcolatrice interessi; si tenga presente che, per semplicità, l'esempio calcola gli interessi sul numero dei mesi, mentre, per maggior correttezza, è necessario rapportare il tasso di interesse al numero effettivo dei giorni di ciascun periodo.

    Naturalmente si tratta solo di un esempio per spiegare meglio il concetto, ed è bene precisare che in ambito bancario l'anatocismo ha trovato applicazione soprattutto nell'ambito degli "scoperti" sul conto corrente (i c.d. "conti in rosso"), dove gli interessi passivi venivano addebitati sul conto ogni 3 mesi, andando così ad incrementare il capitale "in rosso" e producendo ulteriori interessi passivi da versare alla banca, oltre naturalmente ad aumentare il c.d. "massimo scoperto" su cui, come noto, la banca applica una "commissione" in percentuale a carico del cliente.

    Autore articolo Interessi Moratori, Usurari ed Anatocismo Bancario: Sgambato Associati
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