Negligenza medica: tutto sul risarcimento

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    Categoria: Errore Medico

    I nostri avvocati vi spiegano, in maniera semplice e chiara, quali casi rientrano nell'ambito della negligenza medica e come fare per chiedere un risarcimento. Risponderemo alle domande che, pi๠frequentemente, ci vengono poste dai nostri clienti e vi daremo i migliori suggerimenti per affrontare una causa nel vostro caso specifico.

    Cosa s'intende per negligenza medica?

    Per poter approfondire questo argomento bisogna chiarire innanzitutto il significato del termine negligenza. Negligente è infatti colui che si pone con un atteggiamento di chi adempie svogliatamente e con scarso impegno i propri doveri, trascurato e disattento. Traslando tale termine nel mondo medico-sanitario, tale condotta assume connotazioni e profili altamente seri ed importanti in quanto in ambito medico si ha a che fare con la salute e dunque con la vita delle persone. Il medico che agisce con negligenza rischia di commettere errori pi๠o meno gravi che possono arrecare danni non indifferenti ai pazienti e che dunque possono sfociare in casi di malasanità  con successiva richiesta da parte del soggetto leso in una richiesta di risarcimento danni. Tra le fattispecie ascrivibili alla negligenza medica abbiamo la colpa grave ex art. 2236 c.c. e colpa lieve ex art. 43 c.p. tutte ipotesi ascrivibili ad un errore medico-sanitario risarcibile ex art. 2043 c.c..

     La negligenza medica è un reato?

    L'art. 43 c.p. al terzo comma ci dice testualmente che: ...è colposo, o contro l'intenzione, quando l'evento, anche se preveduto, non è voluto dall'agente e si verifica a causa di negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline. La differenza appunto tra la colpa è il dolo è racchiusa nella intenzionalità  di commettere il fatto ovvero nella prevedibilità  e dunque evitabilità  del fatto. Il medico che agisce secondo negligenza ovvero disattende quelle che sono le comuni regole di oculatezza, diligenza e scrupolosità , ed incappa in un errore medico ricade appieno nell'ipotesi della colpa professionale compresa nel presente articolo proprio al terzo comma.

    I casi di errata diagnosi sono considerati negligenza medica?

    Per quanto riguarda l'ipotesi di errata diagnosi non possiamo non prendere in considerazione la differenza fatta dalla costante giurisprudenza tra imprudenza e negligenza. Nel primo caso (imprudenza) il medico pone in essere una condotta attiva, ovvero pone in essere una condotta professionale senza tenere in considerazione quelle che sono le regole professionali riconducibili a casi identici e senza tenere in considerazione la comune esperienza relativamente a casi simili. Nel secondo caso invece (negligenza), il medico professionista pone in essere una condotta passiva, omissiva, senza mettere in pratica quello che gli suggerisce solitamente e comunemente la scienza medica. In entrambi i casi il professionista ricade in una ipotesi di errore colposo.

    Risarcimento Danni per Negligenza Mmedica

    In quali casi posso chiedere un risarcimento per negligenza medica?

    In tutte le ipotesi in cui il medico abbia posto in essere una condotta superficiale, negligente e per tale sbagliata. In tutte le ipotesi in cui il paziente abbia subito un danno a seguito di tale comportamento omissivo dovuto a eccessiva superficialità  o negligenza da parte del medico è ipotizzabile una richiesta di risarcimento del danno per negligenza.

    A chi rivolgersi per casi di negligenza medica?

    Per tutte le ipotesi di malasanità  è fondamentale rivolgersi ad studi legali con pluriennale esperienza di settore. Solo affidandosi dunque ad avvocati esperi che quotidianamente affrontano problematiche del genere sarà  possibile vedere tutelato il proprio diritto alla salute e all'integrità  fisica ed ottenere il giusto risarcimento per il danno subito.

    Come si svolge una causa per richiesta di risarcimento su negligenza medica?

     L'azione di risarcimento danni per casi di malasanità  si suddivide in tre fasi. Una prima fase di messa in mora stragiudiziale rivolta al medico che è intervenuto, alla struttura ove lo stesso opera e di conseguenza alle compagnie assicurativi che tutelano gli stessi in casi del genere. Statisticamente è molto difficile che si riesca a trovare un accordo stragiudiziale transattivo, infatti il secondo passaggio è la procedura di mediazione prevista per legge innanzi ai relativi organi di mediazione. Qualora anche attraverso la mediazione non si riesca a raggiungere una accordo volto a risarcire il danno subito dal paziente non ci resta che attivare la terza e ultima fase, quella giudiziale. In questa terza e ultima fase, il paziente, mediante il sul legale, citerà  in giudizio innanzi alle competenti autorità  rispettando i criteri di grado, valore e materia, il medico, la struttura ospedaliera e le compagnie assicurative e si attiverà  così un giudizio di cognizione piena che si concluderà  con sentenza di merito.

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