Pensione Inabilità al Lavoro: cos'è e a chi spetta

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    Pensione di inabilità al lavoro: i nostri avvocati ti spiegano in maniera semplice ed esaustiva cos'è, a chi spetta e come fare per ottenerla. Rispondiamo alle domande più comuni dei nostri assistiti.

    cos'è la pensione di inabilità?

    La pensione di inabilità è una sussidio economico disposto dallo stato in favore di persone che, a causa delle proprie cagionevoli condizioni fisiche e/o mentali, non possono svolgere alcun tipo di attività lavorativa e per tale non avendo alcun introito economico, lo stato interviene e fornisce a questi ultimi un aiuto economico su base mensile. La pensione di inabilità dunque, è una prestazione economica, erogata a domanda, in favore dei lavoratori per i quali viene accertata l’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa.

    A chi spetta

    Chi ha diritto alla pensione di inabilità?

    Hanno diritto alla pensione di inabilità tutti i lavoratori iscritti presso l'assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, i fondi sostitutivi della stessa, le gestioni speciali dei lavoratori autonomi che si trovano nella totale e permanente impossibilità di svolgere attività lavorativa a causa di infermità o difetto fisico (invalido al 100%). A questo requisito bisogna aggiungere anche che il soggetto deve altresì vantare almeno 5 anni di anzianità assicurativa e contributiva di cui almeno 3 di contributi nel quinquennio precedente la data di presentazione della domanda.

    Pensione e lavoro

    Chi percepisce la pensione di inabilità può lavorare contemporaneamente?

    La risposta a tale quesito risulta evidente nella lettura dei requisiti per ottenere tale pensione di inabilità, ovvero, l’invalidità al 100% e quindi l’assoluta impossibilità a svolgere qualunque tipo di attività lavorativa sia autonoma che subordinata. Orbene, ripetuto ciò, è chiaro che chi percepisce tale prestazione economica non può assolutamente lavorare contemporaneamente. Qualora, le condizioni di salute dello stesso migliorino e quindi inizi a lavorare, quest'ultimo deve immediatamente comunicare la cosa all’INPS, il quale o revocherà la pensione di inabilità, oppure la sostituirà con l’assegno ordinario di invalidità, compatibile con l’attività lavorativa.

    Visita per pensione inabilità

    Sono previste visite di revisione per chi percepisce pensione di inabilità?

    La pensione di inabilità è revisionabile secondo quanto previsto dall’art. 9 della legge di riferimento ovvero la 222 del 1984. A seguito di revisione la pensione può essere revocata, confermata o sostituita con l' assegno ordinario di invalidità.

    Pensione INPS inabilità al lavoro

    Ogni quanto avviene la revisione dell’INPS?

    La revisione avviene su iniziativa dell’INPS oppure può avvenite anche su richiesta dell’interessato.
    Per chiarezza espositiva si riporta quanto dettato dall’art. 9 legge 222/84: Il titolare delle prestazioni riconosciute ai sensi dei precedenti articoli 1, 2 e 6, primo comma, puo' essere sottoposto ad accertamenti sanitari per la revisione dello stato di invalidita' o di inabilita' ad iniziativa dell'Istituto nazionale della previdenza sociale. In ogni caso, l'accertamento sanitario avra' luogo quando risulti che nell'anno precedente il titolare dell'assegno di invalidita' di cui agli articoli 1 e 6 della presente legge si sia trovato nelle condizioni di reddito previste dall'articolo 8 del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito, con modificazioni, nella legge 11 novembre 1983, n. 638. 2. Nei casi in cui risultino mutate le condizioni che hanno dato luogo al trattamento in atto, il provvedimento conseguente alla revisione ha effetto dal mese successivo a quello in cui e' stato eseguito l'accertamento, salvo quanto previsto al successivo quinto comma. 3. La revisione puo' essere richiesta anche dall'interessato in caso di mutamento delle condizioni che hanno dato luogo al trattamento in atto, comprovato da apposita certificazione sanitaria. Ove l'organo sanitario rilevi che sussistono fondati motivi per procedere alla revisione, l'eventuale provvedimento modificativo del trattamento in atto ha effetto dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della relativa domanda. 4. Ove l'interessato rifiuti, senza giustificato motivo, di sottostare agli accertamenti disposti dall'Istituto nazionale della previdenza sociale, quest'ultimo sospende, mediante apposito provvedimento, il pagamento delle rate di assegno o di pensione, per tutto il periodo in cui non si rende possibile procedere agli accertamenti stessi. 5. L'eventuale revoca o riduzione della prestazione ha effetto dalla data del provvedimento di sospensione o da quella, successiva, alla quale sia possibile far risalire in modo non equivoco il mutamento delle condizioni che hanno dato luogo al trattamento in atto. 6. Quando, a seguito della revisione, risulti che l'interessato non puo' ulteriormente essere considerato invalido o inabile, la prestazione e' revocata, ovvero, qualora si tratti di pensione di inabilita' e sia accertato il recupero di parte della validita' dell'assicurato entro i limiti di cui al precedente articolo 1, e' attribuito l'assegno di invalidita'. 7. Quando il titolare dell'assegno di invalidita' venga riconosciuto inabile gli e' attribuita la pensione di cui all'articolo 2. L'importo della pensione non puo' essere inferiore a quello calcolato sulla base delle retribuzioni considerate per la determinazione dell'assegno precedentemente goduto. 8. In caso di aggravamento delle infermita', documentato ai sensi del terzo comma del presente articolo, l'interessato puo' chiedere la revisione del provvedimento di rettifica o di revoca della prestazione.

    Calcolo pensione di inabilità

    Come si calcola la pensione di inabilità? Quanto spetta?

    L’importo della pensione di inabilità varia a secondo dell’ammontare dei contributi versati e dell’anno di riferimento. Il sistema di calcolo è quello previsto comunemente dall' INPS per le pensioni in generale. Abbiamo il metodo retributivo cioè basato sulle ultime retribuzioni e sull’anzianità assicurativa; abbiamo il metodo contributivo per chi non possiede contributi antecedenti al 1996; ed infine abbiamo il metodo misto ossia retributivo e contributivo: retributivo fino al 31.12.1995 e poi contributivo per chi possiede meno di 18 anni di contributi sempre al 31.12.1995.

    Pensione e assegno di invalidità

    Si possono chiedere contemporaneamente?

    Assolutamente no in quanto assegno di inabilità e di invalidità sono basati su presupposti diversi, infatti nel primo caso l'incapacità lavorativa è assoluta e permanente a causa di infermità e menomazione fisica (100% invalido), nel secondo caso è ridotta a meno di 1/3 ed è compatibile con l’attività lavorativa.

    Come si presenta una domanda di pensione di invalidità?

    La domanda può essere presentata online sul sito INPS, tramite il contact center numero 803164, oppure recandosi presso un patronato.

    Come può aiutarmi il vostro studio per la mia pensione di invalidità?

    Qualora a seguito di visita medica svolta presso la Commissione medica INPS la domanda venga respinta entro sei mesi è possibile presentare ricorso presso il tribunale ordinario sezione lavoro competente per territorio e richiedere al giudice l’accertamento del requisito sanitario per ottenere tale prestazione economica. Presso il nostro studio legale sono presenti esperti avvocati in tale procedura che quotidianamente assistono in questa fase giudiziaria decine e decine di clienti che vedono respinta la propria richiesta di pensionamento a seguito di visita medica INPS. Solo grazie alla nostra esperienza nel settore dell’ invalidità civile, ed ai continui rapporti con gli enti preposti a livello locale e nazionale è possibile raggiungere un livello di domande di pensionamento accolte positivamente a seguito di ricorso giudiziale veramente molto alto.

    Autore articolo Pensione Inabilità al Lavoro: cos'è e a chi spetta: Sgambato Associati
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