Licenziamento Orale: chiedere un risarcimento e prevedere le conseguenze

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    licenziamento orale impugnazionelicenziamento orale fornerolicenziamento orale conseguenzelicenziamento orale conseguenze nostri avvocati specializzati in diritto del lavoro spiegano in maniera semplice e concisa i concetti fondamentali del licenziamento orale: dalle novità introdotte dalla riforma Fornero alla richiesta di risarcimento per dipendenti e Colf.

    Cos'è il licenziamento orale?

    Il licenziamento orale è quel tipo di licenziamento comunicato verbalmente al lavoratore da parte del datore di lavoro. Tale forma di licenziamento è dichiarato inefficace dalla legge in quanto contravviene a quanto stabilito dall'art. 2 della legge 604 del 1966. Infatti l'art. 2 della 604/66 chiarisce letteralmente quanto segue :"Il datore di lavoro, imprenditore o non imprenditore, deve comunicare per iscritto il licenziamento al prestatore di lavoro. La comunicazione del licenziamento deve contenere la specificazione dei motivi che lo hanno determinato. Il licenziamento intimato senza l'osservanza delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2 è inefficace". Pertanto, in virtù di quanto appena affermato il licenziamento orale è nullo, non ha alcun effetto, quindi, il rapporto di lavoro non si interrompe e il datore di lavoro deve comunque continuare a corrispondere regolarmente la retribuzione così come da contratto.

    Quali sono le conseguenze di un licenziamento orale?

    Possiamo a gran voce affermare che il licenziamento orale non ha alcuna conseguenza sul rapporto lavorativo in quanto tale licenziamento è definito dalla legge INEFFICACE e per tale NULLO. In altre parole a seguito del licenziamento comunicato verbalmente il lavoratore ha comunque diritto a percepire la retribuzione così come stabilito da contratto.

    E' possibile impugnare un licenziamento orale?

    Essendo un ipotesi non contemplata dal nostro ordinamento, dunque illegittima, è certamente possibile impugnare un licenziamento orale. Ai sensi dell'art. 18 dello statuto dei lavoratori (legge 300 del 1977) prevede per tale ipotesi di licenziamento non solo la reintegra nel posto di lavoro ma anche il risarcimento del danno calcolato dalla data del licenziamento a quella dell'effettiva reintegra dedotto degli importi percepiti dal lavoratore per altra occupazione.

    Il lavoratore può richiedere un risarcimento?

    E' certamente possibile richiedere risarcimento a seguito di licenziamento verbale. L'art.18 statuto dei lavoratori, al comma 2 prevede anche l'ipotesi del risarcimento del danno, tale danno ai sensi del presente comma è calcolato secondo la retribuzione globale di fatto e con riferimento al periodo che va dal licenziamento orale alla effettiva reintegra nel posto di lavoro. Diversamente, con l'introduzione del jobs act, per il risarcimento del danno non si fa riferimento più retribuzione globale di fatto bensì all' ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del tfr. Oltre a ciò il lavoratore deve versare anche i contributi per il periodo scoperto. In alternativa alla reintegra il lavoratore più scegliere la corresponsione di un indennità sostitutiva pari a 15 mensilità della retribuzione globale di fatto. Per i licenziamenti soggetti alla disciplina del jobs act l'indennità sostitutiva è calcolata tenendo presente l'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto.

    E' possibile richiedere la reintegrazione dopo un risarcimento orale?

    La reintegra è espressamente prevista dall'art. 18 comma 1,  legge 300/70.

    Qual è il termine d'impugnazione di un licenziamento orale?

    Sul punto consolidata giurisprudenza ha ritenuto possibile impugnare il licenziamento intimato in forma orale anche direttamente in sede giudiziale essendo il licenziamento orale un atto inesistente per il nostro ordinamento. Mancando dunque una data certa dalla quale iniziare a far decorrere i termini per l'impugnativa stragiudiziale è certamente possibile adire direttamente l'autorità giudiziaria competente per materia. Sul punto abbiamo la pronuncia della Corte di Cassazione con sentenza n. 22825 del  09/11/2015, la quale si è così espressa:  “L'azione per far valere l'inefficacia del licenziamento verbale non è subordinata, anche a seguito delle modifiche all'art. 6 della l. n. 604 del 1966 apportate dall'art. 32 della l. n. 183 del 2010, all'impugnazione stragiudiziale, mancando l'atto scritto da cui la norma fa decorrere il termine di decadenza”. Essendo dunque un atto inesistente non è richiesto il rispetto dei termini di cui all'art. 6 della legge 604 del 1966, ovvero 60 giorni dalla comunicazione del licenziamento.

    Cos'è cambiato per il licenziamento orale dopo la riforma fornero?

    Il licenziamento orale con l'introduzione della legge fornero ha mantenuto tanto la tutela reintegratoria ai sensi del comma 1 art. 18 legge 300/70 ma anche ai sensi del comma 2 il risarcimento del danno calcolato con la retribuzione globale di fatto.

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