Tutto sulle Dimissioni per Giusta Causa

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    Dimissioni per Giusta Causa: quando si presentano e come procedere in caso di mancato pagamento ed altre eventualità

    Dimissioni Giusta Causa 

    Cosa s'intende per dimissioni per giusta causa? 

    L'art. 2119 del c.c. stabilisce che: "ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto prima della scadenza del termine, se il contratto è a tempo determinato, o senza preavviso, se il contratto è a tempo indeterminato, qualora si verifichi una causa che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto. Se il contratto è a tempo indeterminato, al prestatore di lavoro che recede per giusta causa compete l'indennità indicata nel secondo comma dell'articolo precedente. Non costituisce giusta causa di risoluzione del contratto il fallimento dell'imprenditore o la liquidazione coatta amministrativa dell'azienda". Tale articolo prende in considerazioni ipotesi in cui il lavoratore di sua spontanea iniziativa chiede al datore di lavoro di far cessare il proprio rapporto di lavoro a seguito del verificarsi di un fatto di estrema gravità tale da compromettere il rapporto di lavoro stesso e rendere impossibile la prosecuzione.

    Motivazioni Dimissioni per Giusta Causa

    Tra i motivi che inducono un lavoratore a recedere dal contratto di lavoro per giusta causa abbiamo: mancato pagamento degli emolumenti, pressioni, violenze, mobbing, molestie sessuali, peggioramento delle condizioni e delle mansioni lavorative. Tali dimissioni devono essere consegnate e validate dal datore di lavoro, dopodiché devono essere comunicate telematicamente all'INPS insieme a tutta la documentazione attestante i motivi che hanno portato a tali dimissioni per ottenere il beneficio della NASPI. Inoltre il lavoratore che utilizzi le dimissioni per giusta causa è obbligato a convalidare le proprie dimissioni attraverso la compilazione di un modello online da far redigere dagli intermediari che sono stati identificati nella circolare n.18 del 18/7/2012 dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

    Licenziarsi per Giusta Causa  

    Quando si presentano dimissioni per giusta causa?

    Quando si danno le dimissioni per la giusta causa ?

    Il lavoratore è legittimato a consegnare le proprie dimissioni per giusta causa quanto alla base ti tale scelta ci sono motivazioni alquanto serie e rilevanti. Tra le ipotesi prese in considerazione dal nostro ordinamento che danno la possibilità di lasciare il posto di lavoro in tronco sono: mancato pagamento degli di stipendio e del versamento dei contributi, pressioni, violenze, mobbing, molestie sessuali, peggioramento delle condizioni o delle mansioni lavorative, vessazioni, emarginazioni, umiliazioni. 

    Al verificarsi di circostanze talmente gravi anche riferiti ad inadempimenti propri del datore di lavoro, il lavoratore può, senza preavviso, quindi con effetto immediato, cessare il proprio rapporto di lavoro. Tale ipotesi di dimissioni non prevede il preavviso che diversamente il lavoratore avrebbe dovuto dare, e non prevede neanche la prosecuzione del rapporto di lavoro per un determinato periodo prima di recedere dal rapporto stesso. Tali dimissioni per giusta causa quindi sono ad effetto immediato e generano in capo al lavoratore alcuni diritti quali: indennità sostitutiva del preavviso, indennità di NASPI. L'INPS da un lato e la giurisprudenza dall'altro hanno individuato alcune ipotesi di gravi motivi che giustificano le dimissioni per giusta causa.
    - reiterato mancato pagamento della retribuzione (Cass., 26 gennaio 1988, n. 648); 
    - molestie sessuali sul luogo di lavoro (Trib. Milano, 16 giugno 1999) e pretesa di prestazioni illecite;
    - modificazioni fortemente peggiorative delle mansioni, tali da pregiudicare la vita professionale del lavoratore (Cass., 13 giugno 2014, n. 13485): ovviamente non ci si trova, in questo caso, di fronte alle legittime ipotesi di demansionamento previste dal nuovo art. 2103 c.c. ed a quelle tutelate, ad esempio, dall’art. 4,comma 4 e 10, comma 3, della legge n. 68/1999 (lavoratori disabili) e dall’art. 41, comma 6, e 42 del D.L.vo n. 81/2008( inidoneità accertata dal medico competente a seguito di visita sanitaria ed adibizione a mansioni inferiori conseguenti, con la conservazione del trattamento economico);
    - mobbing, consistente in condotte vessatorie e reiterate poste in essere da superiori gerarchici o colleghi, le cui caratteristiche risiedono nella protrazione, nel tempo, di una serie di comportamenti con tali caratteristiche e con la volontà di giungere ad una sorta di emarginazione del lavoratore;
    - notevole variazioni nelle condizioni di lavoro susseguenti alla cessione dell’azienda o ramo di essa, anche attraverso la forma dell’affitto (art. 2112 c.c.); 
    - spostamento del lavoratore da una unità produttiva all’altra senza che siano sussistenti le “comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive” richieste dal nuovo art. 2103 c.c., come riscritto dall’art. 3 del D.L.vo n. 81/2015;
    - comportamento ingiurioso del superiore gerarchico nei confronti dell’interessato (Cass., 11 febbraio 2000, n. 1542; Cass., 29 novembre 1985, n. 5977).



    Dimissioni Effetto Immediato

    Il nostro ordinamento prevede tra le ipotesi di dimissioni quella per giusta causa nella quali non è previsto che il lavoratore conceda al datore di lavoro il termine di preavviso prima di cessare definitivamente la propria attività lavorativa. Tale tipo di dimissioni è anche definito “ in tronco “ in quanto appunto tali dimissioni sono ad effetto immediato. Tale preavviso è invece previsto nel caso di dimissioni volontaria, infatti, in tale ipotesi il lavoratore obbligatoriamente deve concedere al datore di lavoro tale termine che può variare da contratto a contratto con la finalità di mettere in condizione il datore di poter rimpiazzare in maniera adeguata il lavoratore che si è dimesso. 

    Dimissioni Quando Darle

    Le dimissioni sono un atto recettizio volontario posto in essere dal lavoratore per recedere dal rapporto di lavoro. Tale atto viene formalizzato dal lavoratore ed inviato al datore quando ritiene, per qualsivoglia motivo, di non voler più espletare la propria attività lavorativa. I motivi che portano il lavoratore a recedere dal contratto possono essere numerosissimi: nelle dimissioni volontarie abbiamo motivi personali, motivi di salute, la volontà di cambiare lavoro ecc. ecc., mentre nei motivi rientranti nella sfera della giusta causa abbiamo vessazioni, pressioni, violenze. Tali motivi non devono necessariamente essere indicati nella comunicazione da effettuarsi al datore di lavoro.

    Posso Dare Dimissioni se Sono Malattia

    É assolutamente possibile decidere di presentare le dimissioni durante il periodo in cui si è in malattia. In questo caso però il termine di preavviso inizia a decorrere non da quando parte datoriale è venuta a conoscenza delle dimissioni stesse, bensì da quando il lavoratore riprenderà la propria attività lavorativa. 

    Come avviene la dimissione per giusta causa?

    Le dimissioni per giusta causa, al pari di ogni altro tipo di dimissioni, sono atti unilaterali recettizi ovvero sono atti che per assumere efficacia e valenza devono essere portati a conoscenza del datore di lavoro. Le dimissioni per giusta causa sono state disciplinate dalla riforma intervenuta con l’art. 26 del D.L.vo n. 151/2001 e con il D.M. 15 dicembre 2015. Tali dimissioni possono avvenire in un unico modo possibile, ossia attraverso la compilazione del modello telematico. Ciò può essere fatto o autonomamente dall’interessato direttamente sul sito inps oppure con l’ausilio di uno dei c.d. “soggetti intermediari” (patronati, organizzazioni sindacali, enti bilaterali, funzionari dell’Ispettorato territoriale del Lavoro, commissioni di certificazioni, consulenti del lavoro). Il modello, sottoscritto con una serie di garanzie, viene inviato al datore e la risoluzione diviene efficace nel momento in cui lo stesso viene ricevuto nella casella di posta elettronica dello stesso. Nella compilazione del modello telematico da depositare all'inps bisogna chiarire espressamente il motivo "per giusta causa" . Una volta che il datore di lavoro abbia ricevuto la comunicazione di dimissioni per giusta causa deve comunque invitare il lavoratore alla sottoscrizione delle dimissioni stesse e lo può fare invitandolo o davanti alla DTL o a sottoscrivere una apposita dichiarazione in calce al modulo di dimissioni e il lavoratore deve presentarsi entro 7 giorni, qualora entro tale termine il lavoratore non si presenti innanzi alla DTL o non apponga la sottoscrizione, le dimissioni si intenderanno comunque valide ed efficaci. Le dimissioni per giusta causa sono comunque sempre revocabili entro 7 giorni.
    dimissioni per giusta causa come fare

    Dimissioni Giusta causa mancata retribuzione

    È possibile richiedere dimissioni per giusta causa mancato pagamento stipendio?

    Dimissioni per Mancato Pagamento

    La pronuncia della Suprema Corte di Cassazione la numero 648 del 26 gennaio del 1988 ha chiaramente affermato che un giusto motivo per presentare le dimissioni per giusta causa è il mancato pagamento della retribuzione.

    Il mancato pagamento del salario o il mancato versamento dei contributi da parte del datore di lavoro rientra tra le ipotesi che danno la possibilità al lavoratore di presentare dimissioni per giusta causa. In questo coso il lavoratore deve innanzitutto comunicare al datore di lavoro la volontà di recedere dal contratto di lavoro senza necessariamente specificare i motivi che lo hanno condotto a tale scelta e devono essere dallo stesso validate. Dopodiché devono essere comunicate telematicamente all'INPS insieme a tutta la documentazione attestante i motivi che hanno portato a tali dimissioni per ottenere il beneficio della NASPI. Inoltre il lavoratore che utilizzi le dimissioni per giusta causa è obbligato a convalidare le proprie dimissioni attraverso la compilazione di un modello online da far redigere dagli intermediari che sono stati identificati nella circolare n.18 del 18/7/2012 dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e alla Direzione Territoriale del Lavoro competente per territorio. 

    È possibile richiedere dimissioni per giusta causa in caso di motivi famigliari? In quali occasioni?

    Purtroppo il nostro ordinamento non contempla tra le ipotesi di dimissioni per giusta causa quelle per motivi familiari. Tali dimissioni rientrano nel novero delle dimissioni volontarie perchè appunto non scaturiscono da motivi attinenti alla sfera lavorativa.

    Dimissioni Senza Preavviso Giusta Causa

    Le dimissioni per giusta causa sono un tipo di dimissioni previste dal nostro ordinamento in casi particolarmente rilevanti così come sopra indicati, pertanto, la cessazione dell’attività lavorativa è ad effetto immediato. In tale ipotesi dunque, il lavoratore non è tenuto a concedere al datore di lavoro un lasso di tempo prima di lasciare definitivamente il posto di lavoro. La finalità di tale termine, previsto in caso di dimissione volontaria, ha lo scopo di dare la possibilità al datore di lavoro di sostituire il lavoratore che si appresta a lasciare l’attività lavorativa con un' altro lavoratore in grado di svolgere la medesima mansione.

    Come Presentare Dimissioni

     Le dimissioni, al pari del licenziamento, sono un atto recettizio, ovvero per espletare la propria funzione, per raggiungere il proprio obbiettivo devono essere portate a conoscenza del datore di lavoro. Raccomandata A/R, PEC, consegna a mani debitamente sottoscritta dal datore di lavoro per conoscenza ecc.. Con l’introduzione della nuova normativa D.Lgs. 151 del 2016 art. 26 le dimissioni per essere efficaci non basta soltanto portarle a conoscenza del datore, ma è necessario completare tale procedura telematicamente in modo da tutelare il lavoratore da eventuali pressioni, ripercussioni o forzature da parte del datore di lavoro. Tale procedura comporta l’invio di appositi moduli reperibili dal sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali i quali dovranno essere recapitati al datore di lavoro e alla Direzione Territoriale del Lavoro competente per territorio. Tali dimissioni, al pari di quelle disciplinate precedentemente all’entrata in vigore della nuova normativa richiamata, sono revocabili solitamente entro 7 giorni dalla data di trasmissione.

    Dimissioni per giusta causa Modello

    Il sottoscritto……….nato a il………..C.F………… assunto in data……….. presso l’azienda ………. Con la mansione di……….. intende comunicare irrevocabilmente le proprie dimissioni per il seguente motivo………. Suddetto motivo costituisce giusta causa di dimissioni rientranti tra quelli previsti ex art. 2119 c.c.. Per tale motivo il rapporto di lavoro cesserà con effetto immediato. Si chiede la corresponsione di tutte le spettanze previste cosi come per legge oltre all’indennità sostitutiva di preavviso.

    Con quale preavviso occorre fare una richiesta di dimissioni per giusta causa?

    Come accennato in precedenza tale tipo di dimissioni sono ad effetto immediato ovvero non prevedono il preavviso nè tantomeno prevedono che il lavoratore presti la propria attività lavorativa per un determinato periodo prima di lasciare il posto di lavoro. Per questo tipo di dimissioni occorre solo comunicarle all'inps e al datore di lavoro. Da quando il datore le riceve tramite pec il rapporto cessa istantaneamente.

    Come può aiutarmi un avvocato nella richiesta di dimissioni per giusta causa?

    Come si può evincere da quanto scritto in precedenza per poter procedere a formalizzare una richiesta di dimissioni per giusta causa non occorre l'intervento di un legale basta rivolersi ad un patronato o autonomamente sul postale dell'INPS inserendo il proprio codice pin.

    Dimissioni per Giusta Causa Mobbing

    Il mobbing come accennato poc’anzi rientra tra le condotte poste in essere dal datore di lavoro ai danni del lavoratore per le quali è prevista la possibilità per il lavoratore di presentare le dimissioni per giusta causa. Il mobbing infatti è un termine di provenienza anglosassone “to mob” che significa assalire, molestare. Tale condotta posta in essere sul luogo di lavoro, consiste in una serie di comportamenti violenti -abusi psicologici, pressioni psicologiche, vessazioni, emarginazioni, umiliazioni, demansionamenti, molestie- perpetrati sul luogo di lavoro da parte dei datori di lavoro ai danni dei lavoratori. Caratteristica del mobbing è che tali condotte si protraggono nel tempo e come tali assumono una portata lesiva della dignità personale, professionale del soggetto lavoratore. In caso di mobbing è prevista la possibilità per il lavoratore di recedere in tronco dal proprio contratto lavorativo mediante le dimissioni per giusta causa. In tale ipotesi il lavoratore ha diritto di richiedere al datore il risarcimento per danni psicofisici da mobbing, il risarcimento per i giorni giorni di preavviso ed infine puoi ottenere l’indennità di disoccupazione.

    Impugnazione dimissioni per giusta causa

    Se il datore di lavoro ritiene che il motivo addotto dal lavoratore a sostegno delle dimissioni non rientri nelle ipotesi di dimissioni per giusta causa bensì in quella volontaria, può comunicarlo agli enti competenti tra i quali l'inps. In questo caso al lavoratore non resta che presentare ricorso innanzi al giudice del lavoro per far accertare la giusta causa delle dimissioni, e solo in questo caso dopo che il giudice si sia pronunciato favorevolmente il lavoratore può richiedere al datore di corrispondere l'indennità sostitutiva del preavviso e il contributo per la disoccupazione all'Inps.

    Autore articolo Tutto sulle Dimissioni per Giusta Causa: Sgambato Associati
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